Il diritto all'aborto

29.05.2026

E a non essere colpevolizzate

Pochi giorni fa, precisamente il 28 dicembre 2025, festa dei Santi Innocenti Martiri, a Sanremo, nella torretta di Villa Giovanna d'Arco, è stata inaugurata la "Campana dei Bimbi non Nati". Questa, promossa dal vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Antonio Suetta, suona ogni giorno alle otto di sera per un minuto, per ricordare tutti i bambini innocenti mai nati a causa degli aborti. L'installazione di campana ha provocato subito accese discussioni, tra chi è daccordo e chila ritieneo atta so alla liberta di scelta delle donne.

Io personalmente la reputo un'insensatezza, anche se vogliamo di cattivo gusto, perché, per una donna che ha appena avuto la forza di compiere un aborto, il rintocco di una campana per un minuto ogni giorno, è solo un modo per colpevolizzarla e farla sentire più sola.

E incredibile che chi è contro l'aborto parli di innocenza del bambino o, meglio, feto, senza considerare l'innocenza di una donna che si trova a

che non voleva. Per non parlare poi di quanti sacrifici dovrà compiere la donna in quanto incinta. Il "bambino" quindi, per quanto possa essere lasciato dalla donna una volta nato, è un peso che per nove mesi causerà solo dolore fisico e psicologico. Ritengo quindi che obbligare una persona che non si sente pronta o non ha le risorse per crescere un figlio a tenerlo, anche solo per poi darlo via, sia una crudeltà, verso la donna ma anche verso il bambino.C

Inoltre, considerare un assassinio l'aborto, penso sia inaccettabile, poiché lo zigote non è che l'unione tra due cellule, e arrivare a considerarlo un essere umano è una cosa molto forzata. In ultimo ritengo inammissibile che più del 60% dei ginecologi si rifiuti di compiere interruzioni di gravidanza. Un professionista deve essere al servizio dei propri pazienti, e per quanto un'operazione possa non fargli piacere, se è legale è tenuto a svolgerla, a mio parere.

Concludendo, ritengo l'installazione della campana un simbolo di protesta che può causare disagio, e che quindi debba essere eliminata.


di Alice Bonazza

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