Intervista al professor Bonomi

18.02.2026

Ho avuto il piacere di conoscere il Prof. Bonomi alla cerimonia di assegnazione della Laurea Honoris Causa a Jeffrey Hangst, suo collega e amico, con cui conduce il progetto ALPHA presso il CERN di Ginevra. Sono grata di aver avuto l'opportunità di intervistarlo per approfondire i traguardi da lui raggiunti e ascoltare i suoi consigli su possibili percorsi accademici nell'ambito della Fisica.


So che sta lavorando a un meraviglioso progetto al CERN, ma di cosa si tratta esattamente?


Sono arrivato al CERN nel 1998-99 e c'era un nuovo deceleratore di particelle. L'idea di questa nuova macchina era di mettere a disposizione gli antiprotoni, che messi insieme con gli antielettroni potessero formare un atomo di antidrogeno, che è l'equivalente dell'antimateria dell'idrogeno.


Era una notte del 2002 ed ero chief captain. Analizzando al computer dei dati, abbiamo ricostruito le tracce e i segnali ed è venuto fuori un primo segnale di antidrogeno. Mi viene ancora la pelle d'oca. Eravamo eccitati, ci chiedevamo: "È quello o non è quello?"


Il mattino seguente, Jeff convocò una riunione d'emergenza: tapparelle abbassate e ordine di assoluta riservatezza. Quello che facciamo è tutto pubblico, ma se ne parla quando si è sicuri. Inoltre, nel nostro stabilimento c'era anche un altro esperimento, ATRAP, che mirava alla stessa scoperta... Quindi, per circa un mese ci abbiamo dato dentro, ma alla fine eravamo certissimi: abbiamo mandato l'articolo su Nature ed è stato accettato al volo. Era la prima volta che si sintetizzava l'antidrogeno in trappola: è stato un momento veramente entusiasmante nella mia vita di ricercatore e di fisico.


Da dove è cominciata la sua passione per la fisica, dove comincia il suo percorso?


Con un cucchiaino.


A casa mia c'era un cucchiaino che aveva un manico decorato con delle foglioline e a me piaceva tantissimo. Quando avevo due o tre anni, per me quello era il cucchiaino due sette.

Non lo so cosa avessi in testa, però era quasi un modo per accostare il mondo esterno alla matematica, ai numeri. La bellezza di quel cucchiaino per me era matematica Quando avevo dieci, undici anni a cena, ero con i miei genitori, a un certo punto dissi che da grande avrei voluto fare il fisico nucleare.


Silenzio.


Mio papà, dopo un po': "Mangia e fa sito".

Dopo il liceo scientifico, ero indeciso. Mi era sempre piaciuta tantissimo la matematica, ma alla fine ho scelto fisica: forse era la cosa più naturale, quasi inevitabile per come ero io.


Quali sono le capacità necessarie per questo tipo di percorsi?


Sicuramente bisogna studiare matematica. Se non ti piace la matematica, difficilmente è un lavoro che puoi fare. Poi ci vuole tanta curiosità, tanta passione, ma questo è vero in qualsiasi ambito.

Vi consiglio di fare quello che vi piace.


Quali sono dei percorsi nel campo della fisica che consiglierebbe?


Siamo fortunati perché, almeno nel campo scientifico, l'Italia ha un livello qualitativo di preparazione molto elevato.

Fortunatamente oggi c'è l'Europa, dove possiamo muoverci con la stessa moneta, senza confini, allargare gli orizzonti e le possibilità di intraprendere una carriera.


Cosa ne pensa delle Scuole di Eccellenza?

Di sicuro sono scuole fantastiche sotto tanti aspetti e quindi entrare è un privilegio. Di certo, se non sei brillante non entri, ma non è vero il contrario: non è detto che tu sia bravissimo e che riesca ad entrare, perché i posti sono pochi.

Entrare in una Scuola Superiore dà un qualcosa di più, ma in Italia ci sono davvero tante università validissime con diverse specializzazioni: Astronomia a Padova, Fisica Teorica a Roma, anche la Cattolica di Brescia è una valida opzione per la Fisica dello Stato Solido. È importante anche il percorso post-universitario, e le collaborazioni con l'estero che le Università propongono. Anche se l'Università di Brescia non ha un corso di Fisica, facciamo Fisica di punta.


A questo proposito: all'Università di Brescia è stato recentemente implementato il corso di Ingegneria Fisica. Di cosa si tratta esattamente?


L'anno scorso è partito il primo anno del corso e abbiamo avuto più di 70 iscritti: per noi è stato un vero successo. Per uno studente che ha uno spirito scientifico ad ampio raggio dà una preparazione in matematica e fisica molto valida. Poi ci sarà anche la Magistrale e il Dottorato. Quindi, se vogliamo, è anche un modo per tenersi aperte un po' le strade, perché alla fine del liceo non sempre si hanno le idee chiarissime.


Non dimentichiamo che l'Università di Brescia è un'eccellente opportunità.


di Greta Redolfi



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