respira.

19.05.2026

Caro diario,

sono giorni difficili.

Leggo sul volto di amici e compagni la stanchezza, il peso di continue valutazioni. "Profe, siamo esausti" con fare sconsolato, quasi ridendo nervosamente. Gli insegnanti ci capiscono, ci sono passati prima di noi. Però qualcosa non quadra, insomma, dodici verifiche in due settimane, decorate, come se non bastasse, da un testo e un modulo google di educazione civica perché "ci eravamo dimenticati di dovervi dare un voto". Magari sono io, ma siamo proprio sicuri che la scuola vada vissuta in questo modo? Questa concentrazione di ansie e pressioni di certo non favorisce dei buoni risultati, almeno non quanto una sana distribuzione delle prove. Torno a casa, distrutta, dopo più di un'ora di viaggio. Varco la soglia e "Come mai la media si è abbassata? Continuano a uscire voti, ma non sono eccellenti come al solito…". Scusa, mamma, se non sono costante, ma con una o due verifiche al giorno devo sacrificare qualche dettaglio per preservare la mia salute. "Ah, certo, ti capisco. Anch'io alla tua età in questo periodo avevo tutte queste verifiche. Cerca di non dare troppo peso ai voti, smetti di provare ansia!" Ho forse scelta? Se varco la soglia e, prima di un semplice saluto, mi chiedi perché la mia media si sia abbassata di un giganterrimo mezzo voto, posso non sentire la pressione costante delle aspettative degli altri? Che poi non è solo la scuola: magari con gli amici non va bene, oppure si sono verificati eventi che hanno rotto l'equilibrio precedentemente stabilito, o semplicemente non si dorme bene. Tutta una lunghissima serie di fattori, che non sto qui a elencare, influenza i nostri risultati nella vita. Tutta una lunghissima serie di fattori, a volte, non ci permette di 'essere all'altezza'. È proprio questo il punto: non si possono sempre soddisfare le aspettative di tutti. Non possiamo sempre mantenere una media costante. Non possiamo ottenere sempre ottimi risultati a livello sportivo, artistico, sociale. Non possiamo sempre dormire 8 ore. Non possiamo essere sempre felici. Non possiamo sempre sostenere un ritmo serrato. Siamo robot? Siamo macchine perfette? Viviamo nell'horror vacui, incentivato più che mai dalla società in cui siamo immersi: non possiamo stare fermi, prendere respiro. Ma siamo umani: abbiamo diritto a essere stanchi, a una pausa, al tempo libero, alla distrazione, al riposo. Non tutti lo vediamo, in questa sfrenata frenesia che ci contraddistingue, il bisogno di fermarci. Non tutti notiamo come ci stiamo gradualmente spegnendo, dietro a questa vita veloce, infinita autostrada senza uscita. Forse è ora che impariamo a chiudere gli occhi, respirare, senza sentirci assillati dallo spirito incombente dell'ansia da staticismo per respirare, solo respirare, dimenticare e non pensare più.

Share
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia